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Vedere le voci


Vedere le voci

Intervista a Julian Leff sull’Avatar therapy

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Puntata 206

Durante il convegno “Dare un volto alle voci” Psicoradio ha intervistato il professor Julian Leff per approfondire la Avatar therapy, un metodo di cura unico al mondo. La Avatar Therapy, come il nome fa intuire, sfrutta le nuove tecnologie per “dare un volto alle voci”, per creare degli avatar, rappresentazioni virtuali delle voci di ciascun  paziente, e usarli per ridurre o eliminare gli elementi di angoscia e disturbo che questo fenomeno spesso comporta, soprattutto quando si tratta di voci cattive, persecutorie.

La Avatar Therapy parte proprio dalla constatazione del potere che le voci persecutorie esercitano su chi le sente, e cerca di sfruttarlo a favore del paziente, per fare in modo che le persone possano abituarsi a “contrattare” con le proprie voci, subirne meno l’influenza, modificare le condizioni in cui si presentano. Innanzitutto, il prof. Leff ha coinvolto esperti di software in grado di plasmare al computer voci e volti, con programmi simili a quelli usati nel campo dell’animazione; poi, assieme ad ogni paziente, ha costruito un volto ed una voce che assomigliassero il piu’ possibile a quella che perseguitava il paziente. Nello stesso tempo Leff raccoglieva informazioni su ogni paziente e sulla sua voce: cosa gli diceva e con che tono, come il paziente reagiva… A questo punto l’esperimento, e la terapia, potevano cominciare.

In una stanza Leff, tramite un computer, era collegato ad un altro laboratorio dove il paziente era di fronte ad uno schermo su cui compariva l’avatar della sua voce. Leff parlava attraverso l’avatar, con la voce modificata in modo da essere la voce udita dal paziente, ma interveniva anche con la sua voce “normale”, per suggerire al paziente modi per resistere alla voce e per affrontarla. Mano a mano che le sedute si susseguivano i contenuti che l’avatar, tramite Leff, diceva al paziente diventavano meno persecutori; l’espressione e il tono della voce, iniziavano ad essere meno persecutori e in alcuni casi l’avatar ha finito per essere quasi amichevole. Tutta la seduta era registrata, e l’audio veniva consegnato volta per volta al paziente, che poteva riascoltarlo a casa quando la voce compariva, per allenarsi a non essere solo vittima, riuscire ad affrontarla.

In generale i risultati sono davvero notevoli: in due casi le voci sono scomparse, in tutti gli altri casi sono fortemente diminuiti i sintomi che da anni accompagnavano i pazienti: l’angoscia, la depressione, la svalutazione di se,“la sensazione di non avere speranza”. Lo stesso professor Leff, nell’intervista a Psicoradio, si dichiara stupito dei risultati piu’ clamorosi; per esempio, la scomparsa totale delle voci, e afferma con onestà di non sapere con precisione a cosa attribuirli. Del resto la ricerca è solo all’inizio, e ha ancora molti campi da esplorare. Di certo c’è la assoluta novità di una terapia che apre una porta sul mondo delle voci: fino ad ora c’erano due dimensioni, che spesso non si incrociavano: quella delle opinioni del terapeuta rispetto alle voci, e quella di come le vedeva il paziente. Con questa terapia paziente e terapeuta possono interagire direttamente, attraverso la voce dell’ avatar.

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