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Psicoradio - la radio della mente

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10 ottobre: una festa da... Nobel!

 

Convegno Pericoloso chi? Lo speciale

Chi è “pericoloso” davvero, e quali sono invece le paure che nascono da pregiudizi così radicati che è difficile accorgersene? Quelle paure che possono far male a chi si sente oggetto di un timore indifferenziato, a chi viene guardato con sospetto, emarginato?
Uno dei temi che Psicoradio ha affrontato fino dalle prime trasmissioni è stato quello dell’idea, molto diffusa, che associa le persone con una diagnosi di disturbo psichico e la pericolosità.
ll 17 febbraio 2017 a questo tema Psicoradio ha dedicato il convegno "Pericoloso chi?" organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale di Bologna e l'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia-Romagna.

La Locandina con il programma di Pericoloso chi?

La copertura stampa del Convegno

Guardateci al minuto '13 del TG Emilia Romagna!

Leggete quello che i quotidiani hanno detto di noi!

"Psicoradio di Bologna spegne 10 candeline", Il sole 24, 13 febbraio 2017

"Auguri a Psicoradio l'emittente di tutti", Il Resto del Carlino, 14 febbraio 2017

"Contro i cliché 10 anni di Psicoradio", La Repubblica, 14 febbraio 2017

"La mente on air con la psicoradio" pag 1, Corriere di Bologna, 21 febbraio 2017; "La mente On air con Psicoradio" pag 2, Corriere di Bologna, 21 febbraio 2017

 

Nella prossima pagina, alcune immagini dal convegno, il programma, i contenuti e molto altro.

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Lettera di PSICORADIO al Ministro Salvini


 

 

 

 

 

 

 

Ascolta la puntata 554 collegata alla lettera

Psicoradio è una redazione in cui lavorano quelli che molti continuano a chiamare “matti”, ma che, anche grazie alla legge 180, sono invece persone in cura presso il Dipartimento di salute mentale di Bologna. Abbiamo letto le sue dichiarazioni sulla cosiddetta “legge Basaglia” fatte a Pontida, durante il raduno della Lega. Lei ha parlato di una riforma che era giusta “solo sulla carta”, che ha abbandonato le famiglie dei malati psichiatrici “cancellando le strutture che li curavano”.
Noi conosciamo bene, per esperienza molto diretta, le strutture psichiatriche di oggi, i pregi e difetti della cura attuale. Di una cosa siamo certi: le “strutture” di prima – ma chiamiamole con il loro nome: i manicomi - non curavano e non guarivano le persone. Le rinchiudevano, le tenevano lontane dalla società, nascondevano come sporco sotto il tappeto chi aveva una sofferenza psichica. La legge 180 è una riforma giusta nei confronti di tutti i cittadini; prima di tutto per chi ha una sofferenza psichica, che oggi è consapevole di avere una dignità, e il diritto alla cura. E’ una legge giusta anche per chi oggi sta bene, perché sa che se dovesse stare male avrebbe diritto all’aiuto di medici e servizi sociali, che non lo rinchiuderanno, ma lo aiuteranno a stare meglio.
Non siamo ciechi, sappiamo che la riforma non ha risolto tutti i problemi. Sappiamo che per le famiglie il peso della cura è aumentato. In molte zone d’Italia spesso mancano i servizi e l’appoggio necessari per affrontare situazioni difficili e pesanti.
È
vero, a volte “lo Stato si volta dall’altra parte”. Di certo però non per colpa della legge Basaglia, ma al contrario, proprio perché molte amministrazioni colpevoli non hanno creato i servizi necessari per applicarla. E comunque per lo Stato era più facile voltarsi dall’altra parte quando c’erano i manicomi (o, più recentemente, gli ospedali psichiatrici giudiziari). Era più facile far finta che tutto andasse bene quando le persone erano rinchiuse, lontano dagli occhi di tutti, senza diritti né voce.
Invece, la legge 180 chiede l’impegno di tutta la società, e lo chiede da ormai 40 anni. Allo Stato chiede di essere molto più presente di quanto non abbia fatto fino ad ora, e di rispondere alle sollecitazioni delle famiglie e dei pazienti; proprio grazie alla legge 180 i pazienti sono finalmente entità giuridiche che chiedono il rispetto dei propri diritti. La riforma impegna le Regioni a trovare strategie di cura che siano più vicine alle necessità dei cittadini, ad esempio creando servizi con orari ampi di accesso, e cure che riescano a fare sempre meno ricorso alla coercizione.

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Ho deciso: stasera mi ubriaco

Una ricerca sul rapporto tra alcol e giovani di settori svantaggiati


Alcool non è un errore: è una ricerca europea in tre paesi, Italia, Spagna e Portogallo sul rapporto tra i giovani e l’alcol tra i giovani appartenenti a settori svantaggiati. Il dott. Raimondo Pavarin, dell’Osservatorio sulle dipendenze Patologiche della Asl di Bologna, che era uno dei partner del progetto, sottolinea come l’abuso di sostanze, soprattutto di alcol, aumenti maggiormente nei settori sociali svantaggiati. 
“La nostra ricerca interessa  persone  che già usavano alcolici, e tra questi abbiamo trovato che l’83% ha avuto episodi di Heavy episodic drinking nell’ultimo anno; ad  almeno il 50% è capitato più di due volte la settimana”.

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Contro il logorio della vita moderna!

Psicoradio. Tavor. Arte. Gatti. Ed Altri Rimedi

Martedì 20 Maggio 2014, ore 18.30
via Nazario Sauro 24/b

Voi In Che Categoria Di Disagio Vi Collocate?
E Cosa Serve Per Venirne Fuori?
Forse l’arte?

Per questo Andrea Giordani E Lorenzo Scrima inaugurano al Civico 32 la mostra “IMMAGINI sul SENTIRE” cui seguirà dibattito con contributi radiofonici di Angela Baraldi, Gipi, Alessandro Bergonzoni… e di tutti voi che verrete a parlarne con Psicoradio.

La serata è organizzata dalll’Associazione CIVICO 32, in collaborazione con Arte e Salute Onlus

 
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