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Psicoradio - la radio della mente

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Speciali



Convegno Pericoloso chi? Lo speciale

Chi è “pericoloso” davvero, e quali sono invece le paure che nascono da pregiudizi così radicati che è difficile accorgersene? Quelle paure che possono far male a chi si sente oggetto di un timore indifferenziato, a chi viene guardato con sospetto, emarginato?
Uno dei temi che Psicoradio ha affrontato fino dalle prime trasmissioni è stato quello dell’idea, molto diffusa, che associa le persone con una diagnosi di disturbo psichico e la pericolosità.
ll 17 febbraio 2017 a questo tema Psicoradio ha dedicato il convegno "Pericoloso chi?" organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale di Bologna e l'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia-Romagna.

La Locandina con il programma di Pericoloso chi?

La copertura stampa del Convegno

Guardateci al minuto '13 del TG Emilia Romagna!

Leggete quello che i quotidiani hanno detto di noi!

"Psicoradio di Bologna spegne 10 candeline", Il sole 24, 13 febbraio 2017

"Auguri a Psicoradio l'emittente di tutti", Il Resto del Carlino, 14 febbraio 2017

"Contro i cliché 10 anni di Psicoradio", La Repubblica, 14 febbraio 2017

"La mente on air con la psicoradio" pag 1, Corriere di Bologna, 21 febbraio 2017; "La mente On air con Psicoradio" pag 2, Corriere di Bologna, 21 febbraio 2017

 

Nella prossima pagina, alcune immagini dal convegno, il programma, i contenuti e molto altro.

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PAROLE SBAGLIATE CON RADICI ANTICHE

IL 25 NOVEMBRE- GIORNATA NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Piccolo elenco di errori, lapsus e stereotipi quando si parla di violenze sulle donne
di M. Cristina Lasagni

RAPTUS
Raptus di gelosia, raptus di follia… usati quando, per esempio, un uomo butta dalla finestra la fidanzata o la massacra di botte. Se si approfondisce un po’, si scoprirà che non è stato un evento improvviso ma l’esito di una escalation di violenza che non è stata intercettata e fermata prima. Ma c’è un altro motivo per cui in questi casi non è giusto usare il termine raptus: perché evoca l’ambito della psichiatria, e fa pensare che chi compie questi delitti sia sempre una persona con disturbi psichici. Non è così, lo dimostrano tutti i dati, ed è pericoloso creare o confermare questa convinzione.

Innanzitutto è sbagliata, e alimenta la paura nei confronti di chi soffre di un disturbo psichico. Poi, legare la violenza sulle donne all’ambito del disturbo mentale è pericoloso perché fa sì che gli uomini e le donne possano pensare “siccome io non ho una malattia, una diagnosi psichiatrica, sono temi che non mi riguardano, a me non può succedere”.

La presenza di un disturbo psichico o meno nel fidanzato o marito non costituisce un’assicurazione così come non lo sono l’istruzione o lo status sociale: uno dei primi centri in aiuto alle donne in Italia è stata fondata dalla moglie di un importante medico, che la maltrattava. I casi di violenza nella quasi totalità dei casi non sono frutto di un raptus improvviso, e la follia non c’entra – se non definiamo follia tutte le uccisioni in quanto tali, ma questo è un altro discorso.

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Non curate la mia tristezza

Il DSM 5 e la medicalizzazione della vita
di Maria Cristina Lasagni

Per quanto tempo una persona può sentirsi disperata, o anche solo molto triste per l’abbandono della persona amata, o per la morte del compagno, senza temere che le venga diagnosticata una “depressione maggiore”?

Quante volte in un mese potrò abbuffarmi di cibo, prima che uno psichiatra mi certifichi un Binge Eating Disorder (disturbo da alimentazione incontrollata)?

E posso considerare una allegra debolezza la mia tendenza a conservare inutili abiti e oggetti di quando ero ragazza, o invece devo preoccuparmi, perché sono ammalata di hoarding disorder, "disturbo di accaparramento”, una diagnosi nuova di zecca? Quale è il limite, insomma, tra un comportamento difficile da affrontare, ma normale, ed un comportamento patologico?

E' appena uscito anche in Italia un manuale che ritiene di poter dare risposte precise a questi dubbi; si tratta della versione italiana del DSM 5 (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), la versione aggiornata del manuale dei disturbi mentali (chiamato spesso “la Bibbia degli psichiatri”), che ha l’ambizione di fornire ai medici di tutto il mondo i criteri diagnostici per individuare i disturbi psichici. In Italia è uscita a cura di Massimo Biondi, docente di psichiatria alla Sapienza di Roma.

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CONCORSO né matti né pazzi - le prime IDEE

SPOT: Nè matti nè pazzi

“Né matti né pazzi” è il titolo del concorso che Psicoradio lancia, e al quale invita tutti a partecipare, per cambiare le parole, o meglio, per trovare un termine, semplice e non offensivo, con cui definire le persone che soffrono di un disturbo psichico.

Trovare una parola che piaccia e che non addolori, perché spesso le parole legate alla salute mentale, se usate senza rispetto e attenzione, possono fare molto male.

Per vedere TUTTE le PAROLE già arrivate in redazione clicca su LEGGI TUTTO in fondo alla pagina.

Il concorso è ancora aperto e la psicoredazione continua ad aspettare nuove parole.
Abbiamo bisogno anche del vostro aiuto! Scrivete la vostra proposta a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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SPECIALE! Le parole hanno un peso

Da anni Psicoradio lavora sugli stereotipi legati alle parole usate per descrivere il disagio mentale. Il tema del linguaggio e delle parole che possono fare bene o male è al centro di molte trasmissioni e molte campagne di comunicazione delle radio.
Il 18 aprile la redazione è stata a Roma per portare la propria esperienza all'incontro "Parlare civile". Un'iniziativa dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, dedicata ai giornalisti. Qui il resoconto via twitter di Redattore Sociale. Presto disponibile quello di Psicoradio!

Intanto in questo speciale potete leggere la ricerca che Psicoradio ha realizzato con l'Università della Svizzera Italiana sulle parole legate alla salute mentale nei titoli dei quotidiani nazionali, e consultare il materiale utilizzato per realizzare "Chi parla male pensa male", dibattito-conferenza stampa tra politici, associazioni della salute mentale e giornalisti. In più trovate tutte le trasmissioni in cui abbiamo approfondito il tema.

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Psicoappuntamenti

Spettacolo: Fantasmi di Luigi Pirandello. Adattamento e regia di Nanni Garella.
Opera incompiuta pubblicata nel 1931, “Fantasmi” è il primo atto de “I giganti della Montagna”: Garella assume il testo come terreno fertile su cui sviluppare il suo ormai consolidato metodo di lavoro con gli attori di Arte e Salute.
Dove: La Compagnia Teatro di Prosa di Arte e Salute Associazione Arte e Salute onlus sarà di scena al Teatro delle Passioni di Modena Teatro Storchi / Teatro delle Passioni
Quando: dal 21 novembre al 3 dicembre

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