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Quanta insicurezza dal decreto sicurezza

Maisto: il decreto ostacola il diritto alla cura


Anche alla luce del delitto di Torino - l’assassinio di Stefano Leo da parte di Said Machaouat, reo confesso - in questa puntata ci occupiamo delle ripercussioni che il Decreto Sicurezza rischia di avere sulla salute, anche mentale, dei migranti. 
La Sezione Regionale Emilia-Romagna della Società Italiana di Psicoterapia Medica (SIPM) ha emesso un comunicato “sulla salute dei migranti: denuncia della difficoltà di accesso al diritto di cura.”
Un elemento molto frequente che si riscontra nella cura dei migranti sono condizioni post-traumatiche. “Con questo provvedimento di legge – scrive la SIPM - prevediamo che l’esposizione a situazioni di esclusione e marginalizzazione rappresenteranno possibili concause di una nuova traumatizzazione, che favorirà condizioni di malessere psicologico più gravi e invalidanti”. Ne parliamo con Roberto Maisto, psichiatra che da molto tempo si occupa di questi temi e che ha contribuito alla denuncia della SIPM.

Perché è pericoloso il decreto sicurezza? Perché rende molto più difficile alle persone migranti l’accesso alle cure di salute mentale, con il rischio di non monitorare le persone in crisi. Maisto spiega che “il Decreto Sicurezza agisce su due punti rilevanti. Da una parte, l’impossibilità per molti di accedere all’anagrafe sanitaria, per cui queste persone non avranno  più diritto ai trattamenti che comunemente vengono erogati dal Servizio Sanitario Nazionale; inoltre, i minori non accompagnati, diventando maggiorenni, perdono  nel giro di poco tempo l’assistenza di cui godevano precedentemente”.
Anche Roberto Beneduce, antropologo  all’università di Torino che si occupa da molto tempo di persone migranti e di etnopsichiatria, in un intervento pubblicato su La Stampaparla della “traiettoria cupa” della vicenda umana di Said Machaouat – che aveva perso famiglia, casa, lavoro. “Un percorso di dis-integrazione” che “sembra il ritratto di un crollo che abbiamo riconosciuto in tante tragedie di questi anni.”

 

 

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