Arte: un lavoro sulla fragilità del vivere
Parliamo inoltre di un piano di supporto psicologico per chi fugge dalla guerra
🔊 Puntata 795

Attraverso stralci di biografie, brani di diari, citazioni, Psicoradio indaga la capacità e la necessità degli artisti di affondare negli abissi dell’inconscio, proprio e collettivo. “Tutti noi siamo influenzati da Freud, mi pare… La pittura è una scoperta del sé. Ogni buon artista dipinge ciò che è.(…) L’inconscio è un elemento molto importante dell’arte moderna; e penso che le pulsioni dell’inconscio abbiano grande significato per chi oggi guarda un quadro.” sosteneva il grande artista statunitense Jackson Pollock.

E così le voci dei redattori di Psicoradio propongono una visione della follia: “Non solo, non necessariamente sofferenza certificata, patologia, ma anche percezioni acute. Necessità di guardare nell’oscurità. Affondare negli abissi interiori e riemergere, traducendo in arte le proprie visioni”. Una grande artista, Louise Bourgeois, riconosce nella sofferenza la fonte della sua creatività: “Trovo il passato terribilmente doloroso, sebbene ci sia legata (…). Il dolore è il soggetto di cui mi occupo”

Non parliamo soltanto di arte ma anche di un’iniziativa di stretta attualità: la Regione Emilia-Romagna ha messo a punto un piano emergenziale di intervento di supporto psicologico a chi fugge dalla guerra insieme alle Ausl e alle Associazioni di psicologi esperti nel campo della Psicologia dell’emergenza. Il piano impegnerà circa 150 psicologi, di cui almeno 50 del servizio sanitario regionale, circa 120 di associazioni o enti. L’obiettivo è quello di prevenire disturbi psicopatologici da stress e intervenire in una situazione traumatica come quella che vive chi affronta una guerra. A causa della guerra molti ragazzi si sono ritrovati a dover abbandonare le loro case e famiglie per sopravvivere. Per questo motivo gli Psicologi per i Popoli della Protezione Civile hanno deciso di mettere a disposizione un pronto soccorso psicologico per tutte le persone ucraine arrivate in Emilia Romagna. In particolare, in collaborazione con l’assessorato allo sport del comune di Bologna e le società sportive del territorio, si è deciso di offrire un supporto per gli atleti e le atlete in fuga dalla guerra e degli spazi per allenarsi e socializzare. Sono già molti gli sportivi che hanno aderito a questa iniziativa e hanno ripreso le loro attività. Per questi atleti, arrivati già a un livello agonistico, dedicando molto tempo ed energie allo sport, poter proseguire gli allenamenti non è solo un modo per portare avanti la loro carriera ma anche un modo per coronare i sogni dei genitori che, in molti casi, sono dovuti rimanere in Ucraina. Per ulteriori informazioni è disponibile il numero di telefono 3517837136 e la mail pxper.ucraina@gmail.com dell’associazione.