Figlia di Luna
Intervista a Greta Xella
🔊 Puntata 791

I figli sono come la costruzione di un razzo spaziale. Tu costruisci i figli pezzo per pezzo, ti assicuri al centimetro che sia tutto giusto. Poi il razzo lo accendi, parte e lo vedi sparire… Però la cosa importante è quando torna a casa per dire che il viaggio è andato tutto bene.” È una citazione di Modern Family, una sit comedy che ha ispirato la disegnatrice Greta Xella quando ha deciso di realizzare una graphic novel in parte autobiografica: “Figlia di Luna”. Il fumetto è usato per trattare un tema delicato e doloroso: il disturbo mentale di un genitore.

La protagonista – meglio, l’eroina – è Tia, una bambina di 13 anni che deve affrontare la malattia della madre, le sue trasformazioni, a volte le sue sparizioni. Il sogno di Tia è che tutto torni “normale”; perché accada deve agire, ma è travolta dalla paura di non farcela. “Devo smettere di guardare indietro, aiuterò mia madre. Per questo dobbiamo incoraggiarci a vicenda, compiere un passo avanti e costruirci le vite che vogliamo vivere” dice Tia nel fumetto. L’aiuto le viene da un pirata, Olivio – e nella realtà è giunto da un amico dell’autrice che oggi è suo marito.

Il racconto è pieno di fantasia, di avventure e di spunti: uno, importante, è il danno che il silenzio in famiglia può produrre, quando la malattia psichica è nascosta, invece di cercare di spiegarla ai figli, quando l’allontanamento dalla famiglia sembra sempre la soluzione più facile, nel tentativo sbagliato di proteggere il bambino. “Hai riflettuto sul perché abbiamo acconsentito alla tua partenza? Non vogliamo che ti capiti quello che è successo a me. Lasciati ispirare dalle meraviglie che incontrerai quindi per noi è importante che tu affronti questo viaggio in modo da conoscere il mondo e te stessa.