Dovevamo fermarci
Pause poetiche 
🔊 Puntata 660

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Giovanni, un redattore di Psicoradio, ha scritto una poesia intitolata “Fermo” molto prima che iniziasse l’emergenza Coronavirus. Eppure la necessità di fermarsi, di stare fermi, accomuna e lega come un filo rosso la sua poesia a quella di Mariangela Guialtieri, intititolata significativamente “9 marzo 2020” ovvero il giorno in cui il governo italiano ha decretato l’isolamento in casa delle persone su tutto il territorio nazionale.

Giovanni parla dello stare fermi come di “una dimensione di mente, anima e corpo che permette il distacco dai problemi non essenziali dell’individuo” e “di accettazione nei confronti di tutto quello che non possiamo fare e di chiarezza di quello che invece possiamo”.

La poesia di Mariangela Gualtieri è perentoria: “Questo ti voglio dire, ci dovevamo fermare, lo sapevamo, lo sentivamo tutti ch’era troppo furioso il nostro fare”. Vincenzo, redattore, commenta questa strofa spiegando che inizialmente questo aspetto del doversi fermare gli sembrava “un luogo comune” ma poi l’ha apprezzata perché l’ha messa in relazione con i propri problemi di gestione del tempo come ad esempio “non mettere un tempo fra pensiero e azione oppure mettere un tempo troppo lungo, procastinare la decisione ed infine non agire.”

Anche Michela e Lorenzo hanno commentato alcuni passi della poesia. Michela si sofferma sul valore delle piccole cose quotidiane come il bere un caffè in compagnia mentre Lorenzo ha una predilezione per la parte finale della poesia (“adesso lo sappiamo come è triste stare lontani un metro”) perché a suo parere “contiene molta speranza per il futuro”.