BORDERLINE
Con uno strato di pelle in meno
🔊 Puntata 581

   

Conoscete qualcuno che ha dei comportamenti che vi irritano o vi causano preoccupazioni perché li trovate incomprensibili? Qualcuno che si arrabbia, si mette in pericolo o si fa del male  e voi non riuscite a comprenderne i motivi? Forse avete a che fare con una persona con disturbo borderline.
Di questo disturbo si sente sempre più spesso parlare. “E’ caratterizzato da relazioni instabili, da tentativi di evitare l’abbandono reale o immaginario, da sentimenti di vuoto, da un’instabilità affettiva, da crisi di rabbia o perdita di controllo, da una grande impulsività, da gesti autolesivi, da alto rischio di suicidio e da ideazioni paranoiche”.
La  psichiatra Maria Grazia Beltrami, che psicoradio ha intervistato per parlare di questo disturbo, coordina per la Dipartimento di salute mentale un progetto sui disturbi di personalità, in collaborazione con la regione Emilia Romagna.

 

 

Proprio perché si tratta di un disturbo di non facile definizione, perché molti di questi comportamenti possono essere presenti, saltuariamente  anche in persone senza diagnosi, la dottoressa precisa che nonostante la definizione sia così ampia “si devono presentare in modo stabile almeno 5 criteri, tra quelli che ho elencato” per poter parlare di disturbo borderline in un adulto.
Come ci si deve comportare con una persona che ha un disturbo borderline, e  manifesta uno comportamenti? Secondo Beltrami “sono persone che vanno ascoltate, poiché la manifestazione di uno dei criteri è un segnale di disagio, che ha il significato di una richiesta d’aiuto”.
La puntata prosegue con  l’intervista a Luca Sasdelli, genitore di una ragazza borderline, che è venuto in redazione a raccontare la sua esperienza personale, spiegando come, una volta saputa la diagnosi “eliminato completamente il giudizio dalle nostre vite” lui e la moglie abbiano riscoperto il rapporto con la figlia.
E non è un caso che entrambe, la psichiatra e il padre, per spiegare quanto le persone “border” siano molto più sensibili alle emozioni e suscettibili anche ai più piccoli cambiamenti, utilizzino una metafora: è come se queste persone avessero “uno strato di pelle in meno”.