TI DEVI SOLO VERGOGNARE!
La solitudine di chi è vittima di bullismo
🔊 Puntata 542

   

“Avevo talmente tanta vergogna che pensavo di essere sbagliato io, di non avere il diritto di chiedere aiuto a qualcuno, perché sei tu che stai facendo qualcosa di sbagliato, ti devi solo vergognare”.

“Uno può scegliere da che parte stare, ma se prendi la parte del debole passi da debole e le prendi anche tu e nessuno lo vuole passare”.

Episodi bullismo e di violenza tra coetanei o anche nei confronti di adulti o insegnanti hanno occupato di nuovo le prime pagine di giornali e telegiornali, raccontando di situazioni di estrema fragilità e solitudine. Psicoradio è rimasta molto colpita dagli ultimi fatti di cronaca e in questa puntata torna a parlare di questo tema e lo fa attraverso la voce di chi lo ha subito.

I nostri intervistati spiegano come il ripetersi delle azioni trasformi una semplice derisione in bullismo e di come, quando si è “vittima si ci possa sentire estremamente soli”. Sono molti i motivi che possono rendere qualcuno vittima di bullismo: è sufficiente una difficoltà di pronuncia o qualcosa di più evidente, come un difetto fisico o psichico, oppure esperienze di vita – come l’adozione o l’essere figlio di divorziati- o comunque tutto ciò che è “diverso”o “ti fa apparire debole”.
E. racconta delle prese in giro subite: “Per un periodo della mia vita ne ho fatto l’unico giudizio che potessero avere di me”, e confida a Psicoradio che, quando si è soli perché nessuno vede o gli altri  (insegnanti, famigliari o coetanei) preferiscono non intervenire può capitare che l’unica “difesa” sia fare qualcosa a se stessi, farsi del male.