COME HO SCONFITTO LE VOCI
L’intervista interiore
🔊 Puntata 537

   

Lorenzo fa un regalo a Psicoradio, in cui lavora come redattore. Racconta  la sua esperienza di uditore di voci. Sin da bambino sentiva le voci, ma allora non gli davano ancora  fastidio,  perché si limitavano a chiamarlo. A ventisette anni, però, mentre lavorava in banca, sono diventate molto aggressive: “Hanno cominciato a dirmi: ti uccidiamo, ti bruciamo. Le voci mi  distruggevano. Avevo sempre paura.” Allora Lorenzo decide di rivolgersi ad una psichiatra; e si rende conto che l’unico momento in cui le voci spariscono è quando è nel suo studio, e parla con lei. Col tempo, e grazie a molti anni di psicoterapia, scopre che le voci che minacciano di ucciderlo sono il modo in cui la sua rabbia repressa si manifesta. Da quattro anni Lorenzo non sente più le voci.

 

 

Nell’arte c’è tutta la mia gioia di vivere

 

“Io soffro di allucinazioni. Le voci spesse volte mi comunicano delle immagini, mi vengono delle ispirazioni”

 

Graziella Mattana si esprime attraverso la scultura, nella quale si è specializzata. E’ passata nei nostri studi assieme ad altri  artisti irregolari: Paolo Colognesi e Matteo Giorgini  ci hanno raccontato la loro esperienza all’interno del Collettivo artisti Irregolari, che a Bologna nasce nel 2014. Sono persone in cura presso i CSM, accumunate dalla passione per la produzione artistica; le loro opere vengono messe in mostra e vendute sul sito www.arteirregolare.comitatonobeldisabili.it. Gli artisti irregolari ci raccontano che questo è un modo per uscire dal mondo reale ed entrare nella dimensione dell’arte, allontanandosi per un po’ dai pensieri della vita. Stefano Ferrari, che insegna di Psicologia dell’arte all’Università di Bologna, spiega come l’arte irregolare   nasca storicamente in situazioni di marginalità, che spesso (ma non sempre o solo) coincidono con la sfera del disagio psichico.