Ai camorristi tolgo la pistola con la dolcezza

Intervista a Salvatore Striano


Salvatore Striano continua a parlare ai microfoni di Psicoradio del sul libro “La Tempesta di Sasà”.
Striano è un attore e uno scrittore particolare: trascorre l’infanzia nei quartieri Spagnoli napoletani, dove inizia la “carriera” di camorrista. Dalla violenza della strada passa molto presto alla violenza delle carceri, trascorrendo ben otto anni della sua vita in prigione. Eppure e’ proprio in carcere che troverà la forza di cambiare, e la troverà dentro una biblioteca, leggendo i grandi classici. La cultura gli apre le porte del cinema: ha recitato in due film “Cesare deve morire” dei fratelli Taviani e in “Gomorra” di Matteo Garrone, e ha anche scritto due libri. In questa puntata ci racconta il rapporto complicato che aveva da ragazzo con i suoi genitori.

“Quando mio padre rientrava dal lavoro stanco morto gli dicevo: chi te lo fa fare di ammazzarti di fatica per quattro soldi. Lui mi rispondeva ti dovresti vergognare”. La madre, invece, lo difendeva sempre, anche quando a soli dieci anni con il cuginetto erano stati fermati dalle “guardie” di un supermercato per avere rubato dei trucchi. “Io non dovevo a nove anni andare a rubare e vendere le sigarette di contrabbando, allora perché i carabinieri venivano da me a comprarle? Perché nessuno mi insegnava quello che era giusto e quello che era sbagliato?”, continua lo scrittore. Striano non ha dimenticato il suo passato e, come confessa alla redazione, non trova giusta l’immagine che alcuni film o serie televisive danno di Napoli e della camorra.
“Io ai camorristi tolgo la pistola con la dolcezza e con le parole li aiutano a capire che è sbagliato uccidere.”