IL MANIFESTO DEL PREGIUDIZIO

In questi giorni Bologna è popolata da moltissimi manifesti che pubblicizzano lo spettacolo “Psychiatric Circus”, che aprirà tra poco. Esibiscono un mostro con maschera da pagliaccio, una specie di Frankestein legato dentro ad un camice sanguinante.
Ovviamente senza nessuna intenzione di censura verso uno spettacolo che non abbiamo ancora visto, non possiamo non commentare il manifesto, che ha offeso molti redattori.
Quel manifesto è tecnicamente una comunicazione sbagliata, oltre che cattiva.
E’ sbagliata innanzitutto perché veicola messaggi falsi, associando visivamente l’ambiente psichiatrico, la malattia, con la violenza, con il terrore.
I dati (della Polizia, dei centri Antiviolenza, ecc.) ci dicono da tempo che le persone con una sofferenza psichica non sono affatto le più pericolose: anzi, in testa alle classifiche delle categorie pericolose ed omicide c’è quella dei mariti, fidanzati ed ex partner…che ogni anno anche in Italia uccidono più o meno una donna ogni tre giorni,
Quella comunicazione è cattiva perchè fa  male a persone già colpite dalla malattia; rafforza pregiudizi, immaginari di terrore e demenza legati alla sofferenza psichica che non facilitano certo la vita di chi già in difficoltà.
Ma oltre alla sofferenza il pregiudizio provoca un altro effetto molto grave. Quello di rendere più difficili le diagnosi precoci dei disturbi, perché le persone hanno paura di essere etichettate come “matti” se si recano dallo psichiatra. Così il disturbo avanza, i danni crescono, ci si isola, si comincia a  restare indietro a scuola,  al lavoro, a perdere terreno e amici – ed avanza lo spettro della solitudine.

Insomma, magari le intenzioni non sono cattive, ce lo auguriamo, magari lo spettacolo andrà in tutt’altra direzione, ma quel manifesto è proprio brutto: “antico”, superficiale, e lui sì pericoloso.