L’EVAPORAZIONE DEL PADRE
Massimo Recalcati racconta Lacan a Psicoradio
🔊 Puntata 410

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Noi siamo nel tempo in cui i figli devono poter scrivere il loro futuro e il loro desiderio, e non aspettarsi più che il padre arrivi, come Telemaco che invece aspettava che suo padre Ulisse tornasse vittorioso ad Itaca a riporta la legge”.

Così lo psicoterapeuta Massimo Recalcati ha concluso la prima parte di una intervista a Psicoradio sul concetto lacaniano di “evaporazione del padre”, tema di questa puntata.

Ma cosa si intende quando si dice che un padre è ”evaporato”?

“Lacan ne parla all’indomani della contestazione del ’68” spiega Massimo Recalcati “che ha messo in primo piano il diritto di parola dei figli che non sono più disposti a fare orientare la propria vita dai principi di autorità, dalla legge della tradizione, dal padre padrone che orienta la vita individuale e collettiva.”

Sul tema dell’evaporazione del padre e in generale del rapporto con il paterno si sono confrontati alcuni redattori di Psicoradio.

“Io mio padre l’ho divorato ma non l’ho metabolizzato” dice Morena, “per me mio padre era ed è ancora nutrimento, carne, sessualità, il potere sadomasochista. Sono molto lontanma dalla sua evaporazione!” 
Paolo racconta un’esperienza diversa: “io non ho aspettato il ritorno del padre, come Telemaco, ma abbiamo fatto due percorsi completamente autonomi.” Ma quando il padre evapora, quali sono i rischi per i figli apparentemente “liberati”?

Secondo Massimo Recalcati, che racconta il punto di vista lacaniano: “il pericolo è quello di gettare i figli nelle braccia di un padre padrone, invisibile, la cui sudditanza è ancora più dannosa di quella del padre della tradizione” Il nuovo padre-padrone che si profilava alla fine degli anni 60, e che oggi ha trionfato, è il potere degli oggetti, del consumo. Il passaggio, per dirla con Pasolini, ad un politeismo del mercato dove gli oggetti diventano i nuovi idoli Secondo la direttrice di Psicoradio, Cristina “una delle funzioni più importanti dei padri è quella di porre dei limiti. Penso all’evaporazione del padre che si è realizzata a partire dal ’68 come all’evaporazione del limite, ed è pericoloso, perché il limite serve anche per trasgredirlo, aiuta a definire i propri desideri, la propria identità.”

La redazione ha anche chiesto a Massimo Recalcati se e come la psicanalisi può aiutare a contrastare questa “evaporazione del padre”. “La cura analitica” risponde lo psicoterapeuta lacaniano “non può e non deve restaurare nessuna versione patronale dell’autorità, ma deve essere il luogo dove si può produrre un incontro. E’ attraverso questo incontro che si possono scrivere una nuova verità e un nuovo futuro”. Aggiungono i redattori di Psicoradio, con o senza il padre evaporato.