Nello, lo psicocuoco

Quando lo psichiatra va in cucina

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“Se avessi continuato a fare lo psichiatra avrei impiantato un laboratorio di psicoterapia in cucina. A una persona che soffre per esempio di bulimia e che si inginocchia davanti al frigo e divora qualunque cosa, mi sarebbe piaciuto spiegare che quell’oggetto che sta divorando ha un nome, una storia, una sua dignità. Quindi prendere in mano questo carbone ardente, questo persecutore consolatore che è il cibo, e dire ‘bene, adesso siamo uno di fronte all’altro, ci affrontiamo, e vediamo se possiamo trovare un accordo’”.
A parlare così è Nello Ragusa, psichiatra appassionato di cucina che ha trasformato il suo amore per il cibo in un lavoro.

Pur continuando a frequentare il mondo della psichiatria perché “gli psichiatri sono come i preti, non si spretano mai”, oggi è soprattutto un giornalista gastronomico e fa parte dell’associazione La compagnia del cibo sincero.
Con lui la redazione si è confrontata sulla dimensione del senso di colpa spesso legato al mangiare, sulle dinamiche dei disturbi alimentari e anche, tema molto sentito dalla redazione, sul rapporto tra psicofarmaci e ingrassamento.
“Gli psicofarmaci sono come un coltello, lo puoi usare per fare del male o per sbucciare una mela. Non li butterei nel cestino perché ho visto gente stare meglio, però l’effetto collaterale dell’ingrassamento è importante e non va sottovalutato” ha commentato Ragusa.