Harold Pinter e Arte e Salute

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Contro il potere che diventa dittatura

Nel 2005 il commediografo Harold Pinter ha vinto il premio Nobel per la letteratura con questa motivazione: “nelle sue commedie scopre il baratro che sta sotto le chiacchiere di tutti i giorni e spinge ad entrare nelle stanze chiuse dell’oppressione”.

In questi giorni a Bologna, al teatro Arena del Sole, vanno in onda tre atti unici recitati dalla compagnia Arte e Salute, (i cui attori sono anche utenti dei servizi psichiatrici) con la regia di Nanni Garella.

Psicoradio ha visto lo spettacolo, e dedica a Pinter e ad Arte e Salute questa puntata, in cui si ascoltano le impressioni dei redattori di fronte a testi molto duri, e le interviste agli attori, al regista, e allo psichiatra Filippo Renda, di Arte e Salute onlus.

Il bicchiere della staffa del 1984 fa riferimento alla tragedia dei desaparecidos argentini, mentre Il linguaggio della montagna nasce nel 1988 dal viaggio fatto da Pinter nel Kurdistan turco per conto di Amnesty International; è la denuncia della repressione della lingua curda come strumento per spezzare l’identità delle persone. In quel viaggio, durante una cerimonia all’ambasciata americana, invece dei soliti convenevoli Pinter parla delle persone torturate con scosse elettriche ai genitali e per questo viene poi cacciato.

In Party time si rappresenta una società borghese che durante un party, appunto, balla, beve, tira cocaina, festeggia se stessa, indifferente al fatto che fuori sta succedendo qualcosa di grave, forse la guerra.
Tutte le commedie di Harold Pinter, perfino quelle all’apparenza più “borghesi”, sono sempre e comunque “contro”: contro la tradizione, contro i sentimenti artefatti. Contro la famiglia quando è oppressione e castrazione. Contro il potere che diventa dittatura.