Il giardino di Adam

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La forza della creatività e le nostre paure

C’era una volta a Bologna un albanese, Adam; per la gente era solo uno dei tanti clochard. Cioè tutto quello che la nostra società guarda con fastidio e paura. Camminava vicino all’università con una sedia gialla e un ombrello rosso….

Un giorno davanti a un terrapieno che gli altri usavano come una specie di discarica, uno dei pochi spazi in mezzo al cemento di via Azzo Gardino, pensò che così com’era quel posto proprio non gli piaceva. Si armò di zappa e sacchi della spazzatura e col poco denaro che possedeva comprò dei semi. Piano piano, un giorno dopo l’altro, tra l’indifferenza di tutti cominciò a creare un giardino talmente ben fatto e originale che prima trovò la curiosità dei vicini e presto divenne oggetto di ammirazione. Tanto che per tutti, studenti, gestori di esercizi pubblici, vicini, quella che prima era una discarica divenne “il giardino di Adam”. L’inverno scorso Adam ci ha lasciato per sempre ma gli abitanti dei palazzi vicini continuano a curare il suo meraviglioso giardino, e ci hanno anche messo una targa in suo ricordo.